Corradino d'Ascanio - Dall'elicottero alla Vespa - edizione 2012

E’ questa la nuova versione dell’omonima mostra organizzata nel 1986 dalla Soprintendenza Archivistica che oggi viene presentata al pubblico, rinnovata soprattutto nella veste grafica e per certi versi anche nei contenuti, a testimonianza dell’interesse che continua a suscitare il geniale ingegnere abruzzese, considerato dal mondo intero il pioniere del volo verticale. La mostra originaria, ideata a seguito del ritrovamento di documentazione inedita, illustrava con rigore tecnico scientifico una storia ancora poco conosciuta ponendosi, così come la pubblicazione che la corredava, come strumento di lavoro per successivi studi e approfondimenti.
L’attuale percorso espositivo, la cui narrazione é affidata soprattutto alla voce diretta dell’ingegnere espressa dalle sue memorie, relazioni, interviste, riportate, in carattere di dattiloscrittura, nella parte testuale dei pannelli, vuole dare una diversa chiave di lettura, facendo illustrare dallo stesso d’Ascanio le sue invenzioni e soprattutto le sue felici intuizioni, le aspettative, le soddisfazioni e le delusioni che caratterizzano la sua lunga attività professionale. Filo conduttore, la passione per l’elicottero, quella che lui stesso definisce ironicamente “amara elicottero-patia” e che, all’età di ottantatre anni, dopo i grandi successi dell’elica a passo variabile e della Vespa, lo indurrà a scrivere in una lettera al figlio del famoso pioniere dell’aviazione Igor Sikorsky :
“Ho perso il treno!!! (...) solo stentatissimamente ho potuto occuparmi di elicotteri. ... Le sarò molto grato se mi sottoporrà qualche problema tecnico elicotteristico da risolvere, assolutamente senza compenso, sentendomi ampiamente compensato dalla soddisfazione di studiare con passione un argomento per me interessantissimo”.
La mostra inizia con i primi lavori in campo aeronautico del giovane ingegnere, che dà subito prova di uno straordinario intuito nell’individuazione di problemi  e di altrettanta abilità nel proporre soluzioni.
I progetti realizzati a Torino e negli Stati Uniti dal 1916 al 1919 danno la misura di una capacità inventiva e di una propensione alla sperimentazione che lo contraddistinguono nella realtà dell’industria aeronautica del tempo.
Se gli studi sul volo costituiscono la vera passione di d’Ascanio, sono spesso altre realizzazioni nel settore ingegneristico civile ed industriale a garantirgli la stabilità economica, e la versatilità dell’inventore si rivela nei numerosi brevetti depositati negli anni del sodalizio con il barone abruzzese Pietro Trojani, il “mecenate” che gli consentirà di far volare nel 1930 quell’elicottero alla cui progettazione d’Ascanio lavora da anni.
Dal 1932 inizia la collaborazione, in qualità di consulente, con la Società anonima Piaggio per il settore aeronautico, avendo progettato la rivoluzionaria elica a passo variabile in volo che, prodotta in serie, verrà installata su tutti gli aeroplani da caccia e sulla gran parte degli altri aeroplani italiani. Nel 1936 Rinaldo Piaggio lo assume definitivamente e con la Piaggio d’Ascanio lavorerà fino al 1965. Con soddisfazione lo stesso ingegnere sottolineerà in una delle sue ultime memorie
“Durante tutta la mia attività svolta nella Soc. Piaggio, sono sempre stato tenuto in grande considerazione dal Dott. Piaggio che mi stimava molto e, sovente, mi incaricava anche di risolvere problemi tecnici suoi privati. Sono certo che se Egli non fosse scomparso, sarei rimasto ancora Consulente a vita, sia pure onorario in considerazione del fatto che Egli mi diceva: Lei sarà sempre con noi”.
Nello stabilimento di Pontedera d’Ascanio ha la possibilità di realizzare altri due elicotteri che, come riferisce in una lettera inviata nel 1974 a Sergei Sikorsky, volarono benissimo ma
“Purtroppo contemporaneamente io avevo fatto anche il motoscouter Vespa, enormemente richiesto e il dott. Piaggio da buon Genovese, ritenendo più difficile il mercato dell’elicottero rispetto a quello della Vespa preferì quest’ultimo smettendo ogni attività relativa all’elicottero e ciò con inimmaginabile mia amarezza”.
E sarà proprio la Vespa, con la sua immediata affermazione, a consacrare il genio industriale di Corradino d’Ascanio, gratificandolo di quel successo che avrebbe voluto ottenere dalla “meravigliosa macchina volante costituita dall’elicottero”.

Nella mostra che presentiamo, così come in quella originaria, la documentazione proviene per la gran parte dall’archivio d’Ascanio, donato dagli eredi all’Archivio di Stato di Pescara (AS PE, ADA e AS PE, AFDA)  e dall’archivio Trojani (AT e AFT) di proprietà della famiglia Costantini Di Lorenzo di Torre de’Passeri, entrambi sottoposti a diversi interventi conservativi dalla Soprintendenza Archivistica. In occasione del primo momento di valorizzazione sono stati riprodotti documenti e fotografie, entrati ad arricchire l’archivio fotografico del nostro Istituto (AFSA).
Nuova documentazione proviene dalla famiglia d’Ascanio e dall’archivio storico Antonella Bechi Piaggio dell’azienda di Pontedera (AStP),  con la cui Fondazione fin dall’inizio si é stabilita una fattiva collaborazione in occasione di eventi dedicati al nostro protagonista.
Per correttezza d’informazione e per un rinnovato ringraziamento si riportano di seguito le indicazioni di enti e privati che hanno reso disponibili i propri documenti fin dalle prime ricerche, l’Archivio Centrale dello Stato (ACS), l’Archivio Ufficio Storico della Marina Militare (AUSSM), l’Archivio Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica (AUSSMA), l’Archivio Museo Aeronautico Caproni di Taliedo (MACT), l’Archivio privato Rosario Abate.