L'anomalia del sentimento

Perché L’anomalia del sentimento?

Il titolo è stato suggerito dalla lettura delle cartelle cliniche, oggetto di un intervento di riordinamento che la Soprintendenza Archivistica ha curato nell’ambito del progetto nazionale Carte da legare promosso dal M.I.B.A.C. Ad esemplificazione della documentazione conservata all’interno di esse, si sono scelte le “storie” personali di alcuni ricoverati.

“Il male di vivere”

Luisa è una “distruttrice e laceratrice”. Viene ricoverata il 21 aprile 1882 all’età di quarant’anni…

Ettore, un maestro elementare di trentacinque anni padre di tre bambini, entra in manicomio il 3 agosto 1893...

Clemente, contadino di quarantacinque anni… Ricoverato d’urgenza in manicomio il 20 giugno 1893…

“Inconvenienza alla testa, ossia un difetto…” Autodiagnosi

Fiorindo arriva al manicomio il 29 luglio 1900…

“Il delirio”

Luigi, di trentadue anni, arriva al Manicomio di Teramo il 30 dicembre 1924…

Il “Gran male”

Rocco ha solo dieci anni quando viene ricoverato su richiesta del podestà del suo paese il 19 agosto 1926…

Il decadimento

Domenicantonio, 102 anni,  viene ammesso in manicomio con provvedimento d’urgenza il 12 novembre 1926…

Euforia alcolica

Domenico è un imbianchino di cinquantacinque anni. La diagnosi al momento dell’ammissione, l’undici gennaio 1929, è di alcoolismo a tipo dipsomaniaco in soggetto ipertimico.

Ernesto, ammesso nel 1926 con ricovero volontario, muore nel 1942 per epatite marasma.
Diagnosi interna: imbecillità con orientamenti paranoidi in fase di eccitamento - scrive: 

Libertà? D’accordo.

Allora dov’è la libertà per un operaio

disoccupato,

dov’è la libertà per una famiglia

priva degli alimenti necessari a

causa della riduzione dei salari;

dov’è la libertà del piccolo

commerciante o del piccolo

industriale angosciato dalla crisi;

dov’è la libertà del contadino

che vende male i suoi

prodotti; dov’è la libertà dello

studente che vede tutte le vie

dell’avvenire chiuse?- -

O libertà tu sei in questo tempo un

nome vano