Architettura sulla carta - Presentazione

... L’iniziale censimento, effettuato anche con la collaborazione di operatori esterni, attraverso l’utilizzo di una scheda elaborata dalla Soprintendenza in modo da assicurare uniformità di rilevazione, ha consentito di definire la consistenza, la datazione, lo stato di conservazione e di ordinamento dei diversi archivi, fornendo al contempo una sommaria descrizione dei contenuti e sintetiche notizie biografiche dei professionisti. Le informazioni derivate da questa primo stadio di conoscenza ci hanno messo di fronte a una realtà complessa e multiforme, se pur riconducibile allo stesso ambito tematico. Molti archivi hanno subito nel tempo danni irreparabili, come ad esempio l’archivio di Giovanni Nervegna e quello di Alfonso de Albentiis, andati quasi completamente persi durante il secondo conflitto bellico; l’archivio di Leo De Sisto, distrutto da un allagamento, o quello di Antonio Cataldi Madonna, in gran parte eliminato dall’architetto stesso.
Non è raro che la dispersione in questa tipologia di archivi avvenga per mano degli stessi produttori, che vedono nel manufatto realizzato la testimonianza viva del proprio ingegno, e ne affidano spesso la memoria alle sole fotografie, quasi sempre presenti in gran numero all’interno dei fondi. In qualche caso la dispersione è avvenuta a seguito del trasferimento o della chiusura degli studi professionali; altre volte è dovuta al prestito di documentazione per motivi di collaborazione o di studio o di rielaborazione e restauro. Questa ultima ipotesi è stata suggerita dal fatto che in diversi archivi sono stati rintracciati elaborati grafici e spesso anche documenti testuali di altri professionisti. I loro nomi, così come quelli dei progettisti che figurano come coautori in alcuni lavori dei produttori degli archivi, oltre a costituire un’ulteriore informazione possono essere spunto per future acquisizioni. Riteniamo pertanto utile elencarli di seguito:
Sargiacomo Filippo: Sargiacomo Giuseppe - Lora Annio - Capozzi Camillo - Capozzi File no - De Leone Adolfo - Taviani Pietro - De Leonardis Giustino
Ciarletta Costanzo: Ciarletta Ettore
Chiarizia Giuseppe: Tian Giulio
Alfonso de Albentiis: Antonino Liberi
Villante Donato: Lora Annio - Sargiacomo Filippo - Villante Ennio
Izzi Antonio: Federico De Marco - Alfonso Pollice - Annibale Sprega - Luigi Pietrocola - Antonio Mancia - Giulio D’Adamo - Giulio Mammarella - Giuseppe Peluzzo - Giuseppe Lalli Riccardo Pasca - Andrea Pomilio
Mariani Pietro: Manlio Cordella - Luigi Martella - Antonio Izzi - L. D’Aloisio - Francesco Benedetti - Annibale Sprega - Luigi Pietrocola
Giammaria Attilio: Pilotti Vincenzo - De Dominicis Nando - Labrozzi Claudio - Giammarco Antonio Cataldi Madonna Antonio
Martella Luigi: Castaldoni Giorgio
Cantamaglia Giustino: Monturi Eugenio - Calini Leo - Cataldi Madonna Antonio
Veluscek Ervino: Veluscek Donatella - Marusso Armando
De Cecco Antonio: Castelli Paolo - Graziani Ruggero - Guidarelli Arnaldo - Guidi Franco Petrucci Nazario - Cristini Guido - Caputi Onofrio - Angeletti R - Ferrari L. - Gelatti G. - Marrazzi M. - Ravegnani M. - Righini G. - Romoli F.
Tosone Luciano: Inverardi Luigi - Boselli Serena
Villante Ennio: Villante Donato
Alici Luigi: Pallottini Mariano - Campanella Michele - Giancaspro Sergio - Zocca Mario -Bardazzi Silvestro - Viviani Romano - Giubilei Leo - Valentini Eligio - Pinagli Maria Gabriella - Podrini Leone - Poggiali Sandra - Santicioli Alda
De Sisto Leo: Campione L - Tatta G. - Franceschetti F. - Masciarelli G. - Verrocchi S. - Palladini M. - Di Cesare F. P.
Cataldi Madonna Antonio: Bonfanti Francesco - Giubilei Leo - Pallottini Mariano - Marcucci Filippo - Cantamaglia Giustino
Vittorini Marcello: Gorio Federico - Astengo Giovanni - Benevolo L. - Calzolari V. - Danielli S. - Esposito A.
De Simone Carlo Enrico: Cucullo Maria Luisa - Paciocco Armando
Non mancano casi di professionisti che hanno custodito accuratamente i propri progetti, curando anche le modalità di conservazione. Luciano Tosone, ad esempio, nel progettare l’arredamento del proprio studio, ha incluso la predisposizione di contenitori adatti per i diversi formati degli elaborati: porta-rotoli, cassettiere, schedari.
Fin dall’inizio la documentazione conservata in questi archivi si è presentata tanto affascinante quanto complessa da trattare ai fini della conservazione e della fruizione, sia dal punto di vista dei contenuti sia - in particolare per la parte costituita dagli elaborati grafici - da quello dei supporti. In linea con il programma delle attività convenuto nel Piano nazionale, in considerazione dell’importanza ai fini della storia urbanistica e architettonica, non solo realizzata ma anche solo pensata, di tutto l’eterogeneo materiale che caratterizza questa tipologia di fondi, dagli schizzi di studio, ai disegni preparatori, ai progetti definitivi e alle relazioni ad essi allegati, ai capitolati, alla corrispondenza, si sono realizzati interventi di riordinamento e inventariazione informatizzata per consentire un’agevole consultazione dei dati. In fase di schedatura si sono create delle serie che rispettassero e descrivessero il logico evolversi dell’attività del produttore, partendo dalla sfera della progettazione, individuando il periodo della formazione, proseguendo con gli incarichi diversi e le attività collaterali, distinguendo la documentazione di carattere privato. Quando accertata, si è indicata la documentazione correlata, quella cioè reperibile presso altri archivi.
Per la schedatura e l’inventariazione è stato utilizzato il programma Sesamo 4.1, software elaborato e distribuito dalla Regione Lombardia dal 1992 rispondente agli standard internazionali di trattamento dei dati. Nel 2010 la Regione Lombardia, in accordo con la Regione Piemonte e la Direzione Generale Archivi, ha realizzato un nuovo software, Archimista, che migliora le modalità di fruizione e gestione degli archivi storici, consentendo tra l’altro di associare alle descrizioni gli elaborati grafici digitalizzati pertinenti. Nel 2012 la Regione Lombardia ha curato la “migrazione” delle banche dati concluse da Sesamo 4.1 ad Archimista, intervento che ha interessato 14 archivi di architettura di nostra competenza. Contemporaneamente all’inventariazione si è effettuato un intervento di riproduzione digitale degli elaborati grafici per limitare la consultazione degli originali che, data la fragilità e deperibilità dei supporti - lucidi, carte veline, inchiostri, colori ecc. - devono essere oggetto di particolare salvaguardia.
A tutt’oggi gli archivi riordinati e inventariati sono 17, mentre 6 sono quelli forniti di elenchi descrittivi.Gli elaborati grafici riprodotti sono circa 3000 e ci si augura di poter realizzare quanto prima il preventivato intervento di associazione dei dati descrittivi alle riproduzioni. Restando sempre nell’ambito della tutela si è favorita l’acquisizione dei fondi, per custodia o donazione, da parte di Istituti di conservazione quali gli Archivi di Stato territorialmente competenti, incontrando nella maggioranza dei casi la sensibile disponibilità dei proprietari.
Nella guida sono pubblicati i risultati finora conseguiti mediante schede relative a 23 archivi professionali, prodotti da ingegneri e architetti che hanno svolto la propria attività quasi tutti prevalentemente in Abruzzo, a partire dalla seconda metà del XIX secolo per arrivare agli anni ottanta del Novecento.
Le schede, redatte seguendo standard descrittivi condivisi a livello nazionale, seguono un ordine cronologico in base alle date di nascita dei professionisti, dei quali viene delineata una breve nota biografica che, oltre i dati anagrafici, indica le cariche ricoperte, gli ambiti principali di attività e i luoghi in cui questa viene esercitata, le opere che hanno maggiormente inciso sulla realtà territoriale e gli elementi caratterizzanti.
Segue una sezione dedicata all’archivio, in cui si fornisce una sommaria descrizione delle serie documentarie e, quando è stato possibile rintracciarle, delle vicende che ne hanno segnato la storia: eventuali ordinamenti originari, trasferimenti, smembramenti, dispersioni. Sono poi riportati i dati relativi al conservatore; gli estremi cronologici della documentazione, che quasi sempre coincidono con gli anni che vanno dalla formazione all’esercizio dell’attività; lo stato di conservazione e di ordinamento, con la specifica del numero degli elaborati grafici digitalizzati; la presenza di strumenti di corredo con l’attribuzione, nel caso di inventari, agli archivisti che li hanno realizzati su incarico della Soprintendenza Archivistica. Si riportano poi gli estremi della dichiarazione di “notevole interesse storico”, procedimento che dal 2004, in base al Codice dei Beni culturali e del paesaggio (Dlgs 22 gennaio 2004/n.42) assume la denominazione di “interesse culturale”. A seguire si indicano le condizioni di accesso che, nel caso degli archivi conservati da privati, prevedono il tramite della Soprintendenza Archivistica nel rispetto della privacy. La quantificazione della documentazione conservata è espressa in maniera differente, a seconda delle informazioni fornite in sede di rilevazione e, soprattutto, per il diverso livello di descrizione degli inventari rispetto agli elenchi analitici e a quelli di consistenza. L’ultima voce presente nella sezione è quella relativa agli archivi correlati, ed è esplicitata solo quando ne è verificata l’esistenza, fermo restando che gli archivi comunali, provinciali e del Genio Civile dovrebbero conservare copie di progetti esecutivi.
Nella terza sezione della scheda sono riportati i riferimenti bibliografici.
Grazie agli interventi di riordinamento effettuati è stato possibile includere anche una sezione dedicata ai progetti rilevanti, avvalendoci in alcuni casi delle indicazioni fornite dagli stessi proprietari, soprattutto quando esercitano la stessa professione del produttore. Da alcuni dei progetti elencati sono state selezionate delle immagini, proposte nella Guida a titolo puramente esemplificativo, privilegiando il disegno perché, come insegna Pasquale Tunzi che ci ha seguito nella selezione, dona immediatezza ed emozione.
Insieme alle schede dei 23 archivi di cui la Soprintendenza ha curato l’intervento di tutela e salvaguardia per competenza territoriale, viene pubblicata quella relativa ad un archivio su cui le stesse azioni sono state effettuate dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio. L’archivio professionale di Marcello Vittorini, infatti, è entrato a far parte del patrimonio culturale della nostra Regione nel 2008 per espressa volontà dello stesso ingegnere. La scheda è stata redatta dall’architetto Valeria Lupo
Molti archivi di professionisti importanti per la storia urbanistica e architettonica dell’Abruzzo rimangono ancora sconosciuti. A conclusione di quella che costituisce solo una prima fase di intervento, esprimiamo il nostro ringraziamento a tutti i detentori che hanno consentito l’accesso ai propri archivi e ci auguriamo che, grazie anche a questo lavoro editoriale, ulteriori segnalazioni consentano di incrementare la conoscenza di un patrimonio documentario fondamentale per la comprensione della storia “progettuale” delle nostre città e dei nostri paesi.