La Coppa Acerbo. Motori, consenso e modernità

Pescara Museo d'arte moderna Vittorio Colonna - Soprintendenza Archivistica per l'Abruzzo - Provincia di Pescara - Università degli Studi di Teramo

26 settembre - 26 ottobre 2008 - Mostra

Locandina la Coppa Acerbo...

Realizzata dalla Soprintendenza archivistica per L’Abruzzo, con il finanziamento della Provincia di Pescara – Assessorato alla Cultura, la mostra ha inaugurato una serie di iniziative culturali che si stanno organizzando in vista dello svolgimento dei Giochi del Mediterraneo. La mostra storico-documentaria è dedicata alla mitica competizione automobilistica che dal 1924 al 1961, con un prorogo nel ’23, ha visto sfrecciare i grandi nomi dell’automobilismo mondiale da Enzo Ferrari, primo vincitore, a Nuvolari a Fangio alla guida di bugatti, mercedes, stanguellini. La Coppa Acerbo si corre per la prima volta quando Pescara è ancora il piccolo borgo a sud dell’Aterno che la separa da Castellammare Adriatico il villaggio di pescatori dove effettivamente la corsa ha il suo traguardo dopo aver attraversato gli abitati di Spoltore, Cappelle e Montesilvano per complessivi 25 km. Solo nel 1927 infatti le due sponde sono amministrativamente unificate e creata la provincia .
Voluta dall’onorevole Giacomo Acerbo, in memoria del fratello Tito medaglia d’oro della prima guerra mondiale, la corsa diventa da subito un evento tecnico-sportivo di rilievo non solo nazionale ed un richiamo per la mondanità dell’epoca. Membri della casa reale, gerarchi del regime, ministri e personalità anche straniere dal 1924 in poi si danno appuntamento nella settimana di ferragosto a Pescara. La vita cittadina si anima tra inaugurazioni, ricevimenti e fuochi d’artificio sul mare mentre la corsa cresce di importanza e viene affiancata da altre gare: la Coppa Abruzzo per vettura da turismo, corse in notturna, un gran premio di motociclismo e, perfino, negli anni ‘30, alcuni raduni di aerei.
La mostra ricostruisce le vicende della corsa con precisa scansione cronologica evidenziando cambiamenti , trasformazioni e continuità, non ultimo l’interesse costante e l’uso propagandistico che il regime seppe attuare con grande capacità e modernità di concezione.
Oltre alla figura di Giacomo Acerbo, ministro dell’agricoltura nel periodo cruciale delle bonifiche e della ‘battaglia del grano’ e che ha ricoperto una funzione chiave di raccordo tra il regime fascista e la classe fedele alla monarchia, emergono le figure del notabilato locale che lo hanno sostenuto e affiancato nell’azione: Casamarte, De Sterlich, solo per indicarne alcuni.
Personaggi ed eventi illustrati da una ricchissima selezione di documenti inediti e da numerose fotografie provenienti da archivi pubblici e da numerose raccolte private.L’esposizione è impreziosita da alcuni esemplari di ‘merchandising‘d’epoca: sciarpe e foulards in seta realizzati in concomitanza delle corse e da ‘cimeli’ come la tuta del pilota Taraschi che ha gentilmente prestato per l’esposizione anche la sua fuoriserie.
In data e sede diversa è stata invece presentata una pubblicazione in due volumi dallo stesso titolo della Mostra. Il catalogo vero e proprio è infatti integrato da un volume di saggi di approfondimento sugli argomenti emersi e trattati nella mostra .
I fasti della corsa si sono per un attimo reinverati e la memoria della corsa ha richiamato presso le sale del museo ‘V.Colonna’, sede della mostra, un folto ed appassionato pubblico.