...ora più che ognuno riclama libertà - Stato e Chiesa in Abruzzo durante la rivoluzione unitaria

Fortezza di Civitella del Tronto - realizzata da Soprintendenza Archivistica per l'Abruzzo -

20 aprile - 30 ottobre 2013 - Mostra documentaria

invitoora

Realizzata dalla Soprintendenza archivistica per L'Abruzzo in occasione delle celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia, la mostra si basa su una ricerca documentale condotta prevalentemente presso gli archivi diocesani di Teramo, Chieti e Lanciano con l'intento ricostruire in chiave locale i riflessi sociali e politici della grave crisi del rapporto Stato-Chiesa durante il periodo  risorgimentale prima  e  dell'unificazione dopo. I documenti sono organizzati in un percorso cronologico che a partire dai rapporti Stato-Chiesa prima del 1848 giunge alla formazione dello Stato unitario attraverso momenti importanti quali i moti, la Costituzione, la Repubblica Romana.

La documentazione selezionata, composta di atti ufficiali e corrispondenza, ci consente di seguire le vicende dello scontro, condotto sia sul piano giuridico che religioso, per l'affermazione del nuovo modello di stato e quindi anche del rapporto Stato-Chiesa. Si delineano quindi le vicende di due diocesi abruzzesi, quella teatina e quella aprutina, note per essere rette da vescovi 'conservatori' fedeli al Regno borbonico e restii quindi a fornire il loro sostegno alla  monarchia sabauda. La minaccia "giacobina", rappresentata dai Piemontesi, produsse una diaspora dei vescovi meridionali  che lasciarono,in segno di protesta, le proprie sedi. Non diversamente l'arcivescovo di Chieti  preferì ritirarsi a L'Aquila, sua città natale, facendo ritorno in diocesi solo nel dicembre 1866. Il vescovo aprutino Michele Milella, invece, dopo aver rifiutato di celebrare il Te Deum in occasione della festa dell'unificazione e dello Statuto indetta per la prima domenica di giugno del 1861, venne posto sotto stretta sorveglianza e quindi arrestato.

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