Un documento tante storie. I catasti antichi di Tagliacozzo raccontano

Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell'Abruzzo e del Molise- Pescara

24 settembre - 25 settembre 2016 - Mostra documentaria

Un documento tante storie. I catasti antichi di Tagliacozzo raccontano

Nel corso delle ricerche e degli studi preparatori alla mostra che si espone, la ripetuta lettura dei catasti, apparentemente simili, in realtà estremamente complessi e diversificati nella loro struttura, ci ha consentito di superare la difficoltà di dover presentare più volumi senza cadere in una ripetitiva e asettica descrizione archivistica, aprendo un mondo inaspettato e appassionante fatto di tante storie.
“L’Apprezzo, ò catasto dell’Università altro non è, che un libro, nel quale si scrivono tutte le persone, e beni de’ particolari, e si apprezza il valore, e rendite di essi, affinchè secondo piu, ò meno possiede, così prò rata contribuisca alli pesi Universali.
Il catasto è uno strumento puramente fiscale conosciuto da tutti per la sua funzione amministrativa e consultato per fini economici, ma è anche fonte documentaria che parla dei beni e delle “fatiche” degli uomini raccontandone la storia.
Le pagine descrivono il tessuto urbano, l’aspetto culturale, l’economia cittadina e quella rurale, lo status sociale e l’organizzazione familiare, consentendo di ricostruire le condizioni di vita del ducato di Tagliacozzo dominato e subordinato al potere feudale dei Colonna dalla metà del sedicesimo a tutto il diciottesimo secolo.
Seguendo il percorso tracciato da un purtroppo sconosciuto catastaro del 1575 abbiamo “camminato” per le vie dell’antico borgo di Tagliacozzo al di quà e al di là del fiume; attraversando le piazze e addentrandoci nei vicoli abbiamo “osservato” lo stile architettonico delle case e “curiosato” nelle botteghe. E’ stato possibile anche “raffigurare” personaggi dell’epoca grazie alla descrizione iconografica che accompagna spesso l’iniziale del nome della persona censita.
Uscendo dalla città di Tagliacozzo ci si apre un panorama molto vario: monti, valli, colli e pianori, ogni possedimento, con le proprie peculiarità, offre agli abitanti dei numerosi borghi rurali di che vivere.
A partire dal 1745 i catastari ci introducono negli ambienti domestici, fornendo informazioni preziose ai fini degli studi demografici in un’epoca in cui lo Stato civile non è ancora istituito, e consentendoci di conoscere le diverse strutture familiari, spesso formate da più nuclei, condizionate dalla necessità di condividere gli spazi abitativi per unire le proprie entrate e ridurre la tassa del testatico.
Un’altra grande innovazione di cui l’estensore del catasto onciario deve tener conto è la tassa sull’industria, diversificata nella valutazione, che ci porta a conoscenza dei diversi mestieri e attività in uso elencati, come esempio, nel pannello che “illustra” la Tagliacozzo del 1750.

sab-amo@beniculturali.it

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